anche la brioche aveva scaglie di vetro e non la solita crema dolce, per non parlare del cappuccino grigio come per me il cielo.
una mattina tutta da buttare, insomma, da rinchiudersi alle poste e stare lì a marcire in fila, a ripensare al frullato di sensazioni contrastanti delle sere prima, a com'ero teso, a quando a un certo punto ho pensato "ma come, nemmeno un alito alpino..." e lì boh, mi è scivolato qualcosa dentro e non l'ho più ripreso.
un tuo messaggio sul telefono per fortuna interrompe l'accartocciarsi dei pensieri: "mi dispiace se me ne sono andata via in quel modo muto la scorsa settimana. lo sai che respiro meglio sulle montagne, tra i fiumi e i boschi, ai confini, e così lontano da te per perderti una volta per tutte."
ennò. la vodafone, invece, mi avvisa di aver raggiunto i quattrocentomb di internet. cazzo!, quanto consumo a furia di consumarmi.
l'illusione di contare ancora una briciola. la speranza che ti rinvigorisca ancora un urto irragionevole da squarciare lo spettrale silenzio.
ma questa, così com'è, è davvero fine.
nello stesso istante lo sportello chiama il mio numero, un vecchio vedendomi distratto prova a passarmi davanti, lo fulmino con lo sguardo. "che durezza" farfuglia. non conoscendo il tedesco che parlano nel canton berna gli rispondo con un sorriso stanco.
d'altronde succede anche questo, nel magico mondo di mr miù, dove in alcuni momenti, certi anche più lunghi di un momento, ti senti importante e tante altre cose, altri aggettivi, tutti belli.
fick dich.
