lunedì 11 marzo 2013

CHET LIVES! L'omaggio a Baker di Joe Barbieri.

“CHET LIVES!” – L’OMAGGIO A BAKER di JOE BARBIERI con LUCA AQUINO e ANTONIO FRESA


L’album in uscita il 14 maggio, dal vivo alla Casa del Jazz di Roma il 16 maggio

Il 13 maggio 2013 ricorre il 25esimo anniversario della scomparsa del grande trombettista e cantante Chet Baker. Per celebrare la sublime arte del musicista di Yale,  Joe Barbieri ha invitato Luca Aquino e Antonio Fresa a reinterpretare il suo più affascinante repertorio, rileggendolo anche alla luce del corposo segno che ha lasciato durante i suoi lunghi anni trascorsi in Italia.

“Il progetto” – racconta Barbieri – “prende senza dubbio il largo a partire dagli straordinari brani cantati di Chet, che hanno certificato il suo linguaggio rivoluzionario e inimitabile; «The best of Chet Baker sings», per esempio, rimane uno dei dischi di maggior riferimento per me, ed intorno ad alcune delle sue canzoni più note abbiamo voluto costruire per questo show un piccolo corollario, composto da alcuni dei pezzi più belli che Chet ha interpretato negli anni di prolifica frequentazione con il nostro Paese. Il tutto è stato poi ulteriormente filtrato attraverso la musica che amiamo: la bossa, certi inserti di musica classica direi, ed un minimalismo che è tutto europeo”.

Ad omaggiare Baker – accanto a Barbieri, Aquino e Fresa – il contributo di quattro ospiti eccellenti: la cantante americana Stacey Kent (in «I Fall In Love Too Easily»), il cantautore brasiliano Márcio Faraco (in «But Not For Me») e due icone del jazz italiano che hanno avuto il privilegio di lavorare con Chet: il contrabbassista Furio Di Castri (in «Arrivederci») e il polistrumentista Nicola Stilo (in «Almost Blue» e «But Not For Me»). "Chet Lives!" è in definitiva una affettuosa ed appassionata riprova che oggi, più che mai (e malgrado siano passati 25 anni), Chet è vivo.

L’appuntamento nei negozi è fissato per il 14 maggio e due giorni dopo, il 16 maggio, alla Casa del Jazz di Roma per la prima data del tour, che si snoderà in tutta Europa prima di approdare negli Stati Uniti ad autunno inoltrato.

20 commenti:

  1. sarebbe stato bello sarebbe stato bello aversi in quel modo sai come? come le parole una dietro l’altra un giorno dietro l’altro una stagione e poi l’altra e io e tu e per sempre per tutta la vita finché morte non ci separi ma l’amore amore mio l’amore non sta nelle frasi rompe le righe spezza i pensieri il fiato le parole l’amore amore mio non si può fare in prosa l’amore è come la poesia e noi amore mio ad un certo punto anche se non c’era il punto




    siamo andati a capo

    (l'amore è come la poesia (certe volte non si capisce) - a. racca o la Signora dei calzini)
    e questo è un piccolo post di felicitazioni: perché Joe è joe è joe è joe parafrasando g. steine, e anche per dirci io ti amo e non sapere quanto, né tu né io saperlo mai di preciso come non essere mai certi del ritorno, e non conoscere mai la riga dopo di questa storia che scriviamo insieme (che non sta in molte tue di frasi). e sennò tutto sarebbe previsto e verrebbe la noia a prenderci. la noia, la seconda nemica dell'amore (la prima è la paura). grazie, pure se penso dio, quanti giorni che hai buttato via, perché non si possono fare cose belle sì ma senza qualcuno da averci la voglia gioiosa indispensabile di dirglielo. qualcuno che sono io, ancora impigliata nelle reti della tua musica grandi come il cielo e con la tua faccia barbuta appuntata in petto.

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    1. "..Farlo sull’amore, che nasce e che muore; sulla parola futuro così difficile da sistemare nelle nostre vite; sulla fine del mondo che improvvisamente senti e poi tutto torna come prima.
      Se è vero che le parole vestono il mondo, sta a noi scegliere quelle che vogliamo. Oppure, prenderle in prestito da queste poesie, dove il mondo appare diverso: scanzonato, divertito, leggero, pop.."
      (poesie antirughe - alessandra racca)


      lo dicevo a j. questa sera tra una bolla e l'altra che usciva dalla tromba.
      - bella idea, vero?
      - sì, proprio indovinata... una bella intuizione.
      - sai, sono stato debole ieri, proprio non ce l'ho fatta.
      e che quando mi capita di sentirmi felice vedo prima di ogni altra cosa la sua faccia.
      l'entusiasmo, il mio, sai bene dura poco e quella piccola gioia ha un senso solo con la sua partecipazione.
      ma io davvero non so fare senza condividere con lei.

      - (...)

      - adesso pensi, sorridi e non parli. fai anche tu come me.
      un' altra cosa voglio agguingerla però. a questo ultimo rigo lei mi avrebbe risposto così: "perchè io davvero volevo che non sapevi proprio fare senza di me."

      e vabbè, rimettiamoci a lavorare.


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  2. Ascoltando Respiro ti penso.. negli occhi una bella mattinata.
    In bocca al lupo per questo nuovo lavoro.

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  3. Brò, grande! Fate sempre cose gigantesche. Non vedo l'ora che esca questo disco.
    Ti abbraccio.
    Gio

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    1. grazie gio,
      se capiti in centro fai un salto in studio che oggi tiriamo tardi.

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    2. Ho letto solo adesso... :(
      Ciao brò.
      G.

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  4. E' incredibile come le cose, prima o poi, tornino sempre.
    S.

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    1. è la seconda volta che me lo scrivi. ho solo una minima idea, e la mia curiosità si è risvegliata.

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    2. E chi l'avrebbe mai detto...

      Magistralmente.

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    3. Eh! Peccato si sia risvegliata così tardi.

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    4. tardi per cosa. chiedeva marta a vincenzo in ricomincio da tre. il tempo è testimone silente, osserva e scandisce ogni palpito.
      ho stima di te, e mi fido.
      tanto da confesserti le volte che mi lascio provocare la faccia dal sole.
      o al sole della disillusione.

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    5. Stupenda.
      Già, tardi per cosa?

      Anto, ho paura di non esserci più. Non so più cosa è rimasto di me.

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    6. non credo di sapere entrare nelle tue paure.
      quindi resto zitto.
      ho imparato bene nella vita come stare zitto.

      ti lascio però davanti a questi versi di de andrè, che mi ricordano come le cose spaventano quando non si controllano. e come le cose prima o poi ritornano a presentare il conto. anche con facce diverse.
      coltiviamo per tutti un rancore / che ha l'odore del sangue rappreso / ciò che allora chiamammo dolore / è soltanto un discorso sospeso.

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    7. E io davanti a questa...

      al 21 marzo
      al primo abbraccio
      a una matita intera
      alla primavera
      alla paura del debutto
      al tremore dell'esordio
      ma tra la partenza e il traguardo nel mezzo c'è tutto il resto e tutto il resto è giorno dopo giorno
      e giorno dopo giorno è silenziosamente costruire
      e costruire è potere
      è sapere rinunciare alla perfezione

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    8. eppure ci manca sempre qualcosa
      la vita è una cosa meravigliosa
      eppure ci manca sempre qualcosa

      adesso però basta; almeno non quì, su questo muro.

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  5. scusate se interrompo l'idillio, ma l'occasione è troppo ghiotta. solo per dire su qui e qua l'accento non va e augurare a tutti di essere primaverilmente più felici. buon proseguimento.
    io e la mia tigre che non riesco ancora ad addomesticare.

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  6. già, è un errore di battitura. lo giuro.
    me la ricordavo la regoletta del qui e qua.
    ma l'occasione era troppo ghiotta mi sono precipitato, ed è scappato l'accento.
    tignosetta.

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  7. s. perdonami,
    ti ho scioccamente regalato spunti per qualche pensiero del cuore in più. e superficialmente qualche piccola, inutile, illusione di troppo.

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