noi - io, tu, gli americani - siamo troppo recenti per poterne parlare come di qualcosa che esiste per davvero.
per questo siamo chiusi e scuri, perché il filosofo lo disse che chi un giorno dovrà scagliare il fulmine dovrà per molto tempo restar nube. e guardare, incazzarsi, piangere, per poi costruire una casa partendo dal tetto, come abbiamo sempre fatto noi da quando ti ho vista guardare me mentre tutti guardavano te.
e abbiamo cominciato a festeggiare in piazza, perché è lì che si festeggia.
come diresti tu
RispondiElimina"assai"
a.
cammenanno se perdono 'e ccose
Eliminae cammenanno se ponno truvà
ma l'arraggio e chi nun sè annascuso
jesce fore forte e assaje...
assaje, assaje, assaje fino 'a murì
senza perdere tiempo, fino a 'nce fà capì...
ci capisco poco, ma mi sono fatta aiutare. canzone bellissima.
Eliminae niente, volevo capire che voce avessi oggi. cerca di avere la volontà di questa mattina. non hai idea di quanta ricchezza si nasconda dentro ogni singolo istante e di quanto potere abbia ogni tua minuscola decisione a stare meglio. un abbraccio
a.
a volte per capirci qualcosa non devi capirci proprio niente.
Eliminacome il sapore stordente delle polpette di polpo, che mi scongela e commuove. e nelle mani l'impasto aulènte brioso e imperituro.
per ore nella bocca il sibilo succoso e impertinente.
accidenti.
accidenti!
Eliminal'idea che tu esista proprio mi fa felicità, poi mi dici chi devo ringraziare.
quella sera sentivo una forte energia. molto forte.
una felicità bambina di sottofondo, molto intensa.
io avverto tutto anche nelle mani.