giovedì 7 novembre 2013

tanto è uguale

delle volte che ci siamo visti senza vederci. delle volte che dovevamo parlarci e non l'abbiamo fatto. delle volte che i nostri corpi hanno urlato affamati e li abbiamo fatti tacere a forza.
ottobre è stato come una primavera mancata, novembre è l'estate che non c'è. dicembre è il tempo di un respiro. nel frattempo i parchi sono diventati gialli e arancioni senza di noi, come un tesoro dimenticato dalle mappe. così di tutte le cose che volevo dirti non te ne dico nessuna. tanto è uguale. io continuo a fingere che sia lo stesso. tu farai di meglio, anzi l'hai già fatto.

3 commenti:

  1. Hai una capacità di sintesi ammirevole. Personalissima. E io, proprio in questi momenti, vedo perfettamente il colore del tuo umore, il lato severo dei tuoi occhi e il segmento delle labbra semichiuse. Mi pare leggerti quel vortice di pensieri pigri e continui. ermetici e letali. Ed è proprio in questi momenti che mi manchi di più.
    Non esitare, ti prego.
    F.

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  2. Tu già lo sai. Ma sono qui per ricordartelo.
    nsomma sappilo :*
    I.

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  3. Letto questa mattina, te la lascio qui.

    La resina è un prodotto del dolore
    una lacrima che cola dall’albero ferito.
    Quelle gocce giallo miele, non scappano, non scivolano via come l’acqua, non abbandonano l’albero.
    Rimangono incollate al tronco, per tenergli compagnia, per aiutarlo a resistere, a crescere ancora.
    I ricordi sono gocce di resina che sgorgano dalle ferite della vita.
    Anche quelli belli diventano punture.
    Perché, col tempo, si fanno tristi, sono irrimediabilmente già stati, passati,
    perduti per sempre.
    Proprio perché indelebili sono rimasti attaccati al tronco.
    Come fili di resina emanano profumi, sapori, nostalgie.
    Tutto quello che ci è accaduto, o che abbiamo udito raccontare
    ha lasciato un segno dentro di noi, un insegnamento,
    o, quantomeno, ci ha fatto riflettere.
    La vita, nel bene e nel male, è maestra per tutti.

    Mauro Corona, "Gocce di resina"

    a.

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