martedì 15 aprile 2014

castigata consapevolezza


ti direi il pollice
e le sue stesse pellicine da ripulirti coi denti.
o le unghie, così ben pittate
da donna elegante e graziosa quale tu sei.
ti direi la dieta
che non riesco più a fare da quando non mi guardi più.
e allora, per esempio, ti direi gli occhi,
quelli di mina,
che esploravo nel centro più scuro
e al netto dello specchio magico delle lenti,
li sentivo pungolarmi nella pancia.
ti direi il piede, quello sinistro,
così piccolo ma compiuto a calzare la scarpetta di cristallo.
o, perché no, quella bocca
da affondarci i denti, strapparti la lingua
e una risata fresca d'estate, grumo di sole e di sale.
ti direi quel talamo di fiore,
asse del tuo epicentro,
sugoso primo taglio di noce e profumato di principio e di femmina,
dove ci ho pianto e riso
e sono morto più volte di tutto il lancinante desiderio gravitazionale.
sicché ti direi le asmatiche confidenze
sussurrate nella coclea, parole alate come farfalle
e bramosamente ripetute in rituali da sindrome di kanner,
per paura che svicolassero dal tuo orecchio minuscolo e armonico,
perdendole per sempre.
ma più di tutto
- io ti direi -
quella manciata di progetti che ancora oggi mi tengono sveglio,
e che, ingabbiati nell'assedio violento del silenzio,
non ho più modo di raccontarti.

3 commenti:

  1. "la poesía es un arma cargada de futuro"
    E.

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    Risposte
    1. quando giovane confessò a suo padre che avrebbe voluto fare lo scrittore, il padre gli rispose: "mangerai carta".
      luis cardoza y aragón, poeta e scrittore, scriveva però che «la poesia è l'unica prova concreta dell'esistenza dell'uomo» e se mangiar carta ne era il prezzo, dovette pensare che non era poi troppo alto.
      cent'anni di gratitudie gabo!

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    2. Bellissima! Citazione perfetta! Salute a noi grandissmo Gabriel.
      Emy

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